Lavori Pubblici: intervista al Dott. Artale sul Decreto “Sblocca Cantieri”

Riportiamo di seguito stralcio dell’intervista comparsa sulla rivista “Lavori Pubblici” da parte del Direttore Generale Finco, Dott. Angelo Artale, circa la bozza del Decreto “Sblocca Cantieri”, approvata il 20 marzo u.s. dal Consiglio dei Ministri.

D. Nell’ultimo anno tante voci sono trapelate ma alla fine nessuna modifica incisiva è stata apportata al D.Lgs. n. 50/2016. Sembra, però, che la strategia sarà quella del doppio binario con un Decreto Legge con le modifiche più urgenti (lo Sblocca Cantieri) e una Legge delega che avrà il compito di correggere o addirittura riscrivere tutto il Codice. Che idea vi siete fatti in merito? È davvero indispensabile buttare tutto il lavoro fatto fin’ora?

R. Certamente non è necessario, sarebbe anzi un danno. Qualche modifica, in realtà, è stata apportata e, per fortuna, altre sono state evitate. Lo scenario è l’abolizione del lavoro di linee guida Anac ed il ritorno al Regolamento per DPR: questo ritorno può produrre anche dei vantaggi, a livello di sistema, ma occorre seguire con attenzione quali saranno i contenuti, tenendo d’occhio tutto il corpo di norme attorno in particolare – dal nostro punto di vista – alla qualificazione delle imprese (e delle Stazioni appaltanti).

D. Lo Sblocca Cantieri prevede che le soft law resteranno in vigore fino all’adozione di un Regolamento unico. Il Regolamento n. 554/1999 è arrivato 5 anni dopo la Legge n. 109/1994 e il Regolamento n. 207/2010 4 anni dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 163/2006. Che tempi si prospettano per il nuovo Regolamento?

R. Per quanto riguarda la normativa di secondo grado già vigente (ad esempio Beni Culturali, e Sios ex art. 89 comma 11), si parla di 180 gg dall’entrata in vigore del Decreto (non della Legge di conversione). Per analogia ciò dovrebbe riguardare anche gli altri “pezzi”, ma il tempo (considerando anche i lavori della conversione che certamente porteranno modifiche al testo) è davvero poco e il lavoro si accavalla con quello della Legge Delega.

D. Le modifiche al Codice avranno un impatto anche sul potere di regolazione che era stato dato all’ANAC. Siete soddisfatti dell’operato dell’Autorità Nazionale Anticorruzione?

R. Vi sono luci ed ombre, ma le prime (un approccio complessivo e direi una “filosofia” sul tema appalti assai condivisibile, un Presidente molto lucido) sono prevalenti sulle seconde ( tempi di risposta ai quesiti troppo lunghi).

D. Entriamo nel dettaglio di alcuni dei contenuti più discussi. Che ne pensa della norma che prevede il pagamento diretto per i progettisti in caso di ricorso all’appalto integrato?sembra quasi un contentino per giustificare il ritorno ad uno degli istituti più criticati dai professionisti. Che ne pensa in merito?

R. Condivido la posizione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, contrario, come del resto noi, all’appalto integrato, che vede la progettazione in una posizione chiaramente ancillare rispetto all’impresa generale e non al centro come vorremmo. Se questo quadro negativo deve essere proprio confermato allora, il pagamento diretto ai progettisti meglio che nulla.

D. Viene prevista l’eliminazione, nel subappalto, dell’indicazione della terna e confermato il tetto della percentuale del 30%. Che idea si è fatto?

R. Positiva sia per quanto riguarda l’eliminazione dell’obbligo di indicare la terna dei subappaltatori e, è appena il caso di dirlo, per il mantenimento del 30% di limite al subappalto. Mentre la terna è oggettivamente un appesantimento nelle procedure, non si vede assolutamente come l’abolizione del tetto del 30% abbia a che fare con la ripresa dei cantieri rappresentando invece un tentativo di far rientrare dalla finestra, ciò che era giustamente uscito dalla porta. Sul tema non mi dilungo oltre e Le allego la lettera che Finco ha scritto al Presidente della Repubblica il 18 marzo u.s.

D. Il D.L. fa un bel passo indietro nel tempo riesumando l’incentivo del 2% alla progettazione per i tecnici della Pubblica amministrazione. Come si comporterà FINCO con questa norma?

R. Non è tema di diretto interesse della Federazione ma, in linea generale, siamo contrari. Da un punto di vista strettamente “egoistico” potrei dire che tale misura potrebbe nel breve accelerare qualche lavoro. Ma non va bene. La Pubblica Amministrazione, peraltro rimaneggiata nei suoi organici, deve esercitare un’azione di indirizzo e controllo, non di diretta azione. E poi sembra tanto la filosofia – non condivisibile – che porta a dare premi a chi è già pagato per fare il proprio lavoro.

D. Viene prevista la possibilità di applicare sempre il massimo ribasso negli appalti di lavori sino alla soglia comunitaria mentre per gli appalti di servizi di architettura e di ingegneria sembra che resti soltanto il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Qual è il suo punto di vista in merito?

R. Credo sia il caso di cominciare a puntualizzare meglio alcuni concetti: l’aggiudicazione basata sul solo prezzo non è massimo ribasso in senso letterale, visto che si basa sulla media delle offerte (senza le ali), quindi è il ribasso di un prezzo medio.
Ciò posto – e auspicando che l’esclusione automatica delle offerte anomale venga sempre applicata – la soglia comunitaria è troppo alta.
Ferma restando la media, quella che si doveva alzare era la soglia per i Beni Culturali oggi ferma a 500 mila euro.
Per quanto riguarda la progettazione, crediamo che l’attuale limite di 40 mila euro al di sopra dei quali si deve sempre usare il criterio dell’OEPV sia congruo.

D. Quali sono le maggiori criticità che avete individuato nella bozza di decreto?

R. Anche se le cose positive nel complesso prevalgono sulle negative, ce ne sono varie. Oltre a quanto già sopra detto, mi limito a pochi punti:

  • Art. 37 (soggetti aggregatori) – Comma 4 – che consente, ai comuni non capoluogo, di non usare soggetti aggregatori.
  • Art. 95 (criteri di aggiudicazione) – Comma 10 bis – eliminazione del valore massimo della parte economica nell’OEPV.
  • Art. 4 del DL “Sblocca Cantieri” che prevede la possibilità per i Commissari Straordinari di derogare a tutte le norme del Codice degli Appalti ed alle norme di tutela ambientale e dei Beni Culturali.