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Una Politica attiva per la Sicurezza Stradale
Serve una politica per la Sicurezza Stradale più coraggiosa, che a volte può essere anche impopolare.
E'chiaro che una delle prime risposte all’emergenza incidenti - ogni giorno muoiono sulla strada più del doppio delle pur inaccettabili vittime della Thyssen Krupp,- è la diminuzione del traffico urbano privato con la efficientizzazione di quello sui mezzi pubblici.

Si noti che si sta parlando di efficientizzazione e non solo incremento dei medesimi.

A chiedere un aumento dei mezzi, del personale e delle corsie preferenziali sono capaci tutti , a far funzionare quello che già c’è con le attuali normative, in molto pochi.

Alcuni esempi sotto gli occhi di tutti.Prima di togliere punti, abbassare giustamente limiti di velocità (che tuttavia in alcune strade extraurbane sono talvolta già ridicoli, utili solo per fare cassa o per la sicurezza di chi li ha disposti, non certo per i guidatori), si dovrebbe, a titolo indicativo e non esaustivo:

1) avere più vigili e meno “vigilini”invertendo tra l’altro l’indecente rapporto fra i vigili che stanno sul territorio e quelli che stanno in ufficio.

2)Fare poi in modo che, quelli che sul territorio ci stanno, lo presidino singolarmente o al massimo in due, non in gruppo come spesso vediamo e, soprattutto, che vengano impegnati a far ciò che è più urgente e non solo multe a vetture che pur controlegge non recano sostanziale danno ad alcuno o intralcio alla circolazione.

3)In ogni caso che i proventi contravvenzionali vengano destinati, come previsto dalla legge, al 50% a misure per la sicurezza stradale e non vengano invece inghiottiti dai bilanci comunali in deficit. Gli introiti contravvenzionali dei comuni vengano semestralmente riportati sul sito e la loro destinazione specificata.

4)Più licenze di taxi senza se e senza ma.

Ci si chiede cosa succederebbe se i cittadini si comportassero rispetto ad una qualunque lgge dello Stato come tassisti, cioè ignorandola e ottenendone di fatto con la forza l’eliminazione.

5)Più controllo sugli autobus, sugli orari e sulle tabelle di marcia (per esempio è mai possibile che si vedano spessissimo due autobus della stessa linea uno dietro l’altro, il secondo vuoto!?).

6)Una segnaletica orizzontale e verticale adeguata, mentre tuttora si circola, talvolta, in strade dove la segnaletica è scarsamente visibile, nascosta e addirittura in qualche caso indicante un senso di marcia precedente e contrario.

7)Semafori un minimo sincronizzati, pulsantiere per l’attraversamento funzionanti, percorsi decenti per i portatori di handicap, informatica applicata alle segnalazioni ad alle informazioni di interesse pubblico circa intasamenti, orari dei mezzi, tempi di attesa, chiusure, limiti alla circolazione e quant’altro necessario ad assicurare un’accogliente mobilità.

)Servizio di controllo specifico per lo stato della segnaletica di cui sopra, nonché

9)Sullo stato di manutenzione del manto stradale. Individuazione tempestiva dei cedimenti, delle voragini, delle buche (causa di moltissime cadute in moto), pronto intervento e individuazione delle responsabilità con adeguate sanzioni.
br>10)Accompagnamento verso una agevole “intermodalità” (ferrovie verso autobus. Autobus verso taxi; metro verso autobus; etc.) con adeguata segnaletica.

11)Cartellonistica logistica di area e di zona con indicazione dei mezzi e dei sensi di circolazione, oltre che dei parcheggi.
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