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Abbattere Per Ricostruire: è dal 2002 che ne parliamo... |
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Abbattere per Ricostruire
In Italia ci sono più di tre milioni (quasi il 12% del totale) le abitazioni che hanno bisogno di interventi radicali per combattere le loro situazioni di degrado e di inquinamento. F.IN.CO., da anni sostiene un progetto di riqualificazione delle città attraverso la demolizione e la ricostruzione degli edifici obsoleti, insicuri e inadeguati sotto il profilo tecnico ed ambientale. Questo impegno è culminato nel Convegno di Roma del 28 maggio 2002 (Politiche e Progetti per Rinnovare le Città) organizzato insieme ad Ance, Legambiente, Inu, Federcasa e Federabitazione. Quello che F.IN.CO. propone è di abbattere per ricostruire secondo un piano di razionalizzazione del consumo energetico e di riduzione degli sprechi (maggiore coibentazione ed isolamento, vetrate termiche, uso di panelli solari, ottimizzazione degli impianti ecc.), ma anche di abbattere per riabilitare tessuti urbani degradati ed ormai invivibili, dove la qualità della vita si assesta ogni giorno di più a livelli indescrivibili. Le prosposte di F.IN.CO., e degli altri operatori di settore che hanno a cuore questo problema, si rivolgono dunque al Governo ma anche alle Regioni ed alle Province per chiedere una politica forte che non si fermi più ai micro incentivi ma punti su radicali interventi di demolizione e ricostruzione. Allo Stato, infatti, spetta predisporre le misure legislative per la sostenibilità ambientale ed i sufficienti incentivi per avviare azioni di riabilitazione con programmi di delocalizzazione degli edifici in aree a rischio, di manutenzione e adeguamento statico, di contenimento energetico. Alle Regioni spetta formulare indirizzi, criteri di valutazione, modalità attuative e finanziamenti orientati al rinnovo delle città. Ai Comuni spetta tradurre tutto questo in scelte operative, anche mediante l’utilizzo di concorsi di progettazione. Un primo risultato è stato già raggiunto con la previsione, all’articolo 27 del collegato alla legge finanziaria del 2002 (L. 166/02), dei programmi di riabilitazione urbana e con il DPR 380/01, come modificato dal D.Lvo 301/02, che introduce “Chiarimenti interpretativi in ordine alla inclusione dell’intervento di demolizione e ricostruzione nella categoria della ristrutturazione edilizia”. L’iniziativa, tuttavia, intende avviare una riflessione più ampia e complessiva sulle politiche per il rinnovo urbano che vanno dalla delocalizzazione del patrimonio irrecuperabile, sia esso frutto dell’abusivismo ovvero sorga in aree ad alto rischio, all'ammodernamento dello stock abitativo, pubblico e privato; dalla rigenerazione ambientale dei sistemi urbani, attraverso interventi coordinati di rinnovo, ristrutturazione delle reti, riprogettazione del suolo, al recupero dell'efficienza di parti di città, mediante l’inserimento di nuove funzioni e la costruzione di luoghi centrali nelle periferie.
In allegato documento programmatico |
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