UNICMI – Aggiornamento della norma tecnica UNI 7697:2021 sui criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie

Aggiornamento della norma tecnica sui criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie

Lo scorso 26 agosto 2021 UNI ha pubblicato l’aggiornamento della UNI 7697:2015 (e relative Errata Corrige n. 1 del 2015 e n. 2 del 2016), inerente ai criteri di scelta dei vetri da impiegare in edilizia, sia per esterno sia per interno, per la sicurezza degli utilizzatori.

La UNI 7697:2021 “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie” è stata redatta dalla Commissione Tecnica UNI “Vetro Piano”, sotto il coordinamento del prof. Ing. Paolo Rigone, Direttore Tecnico di UNICMI.

La prima versione della norma tecnica tutta italiana UNI 7697, risale al 1977 (Vetri piani – Vetrazioni in edilizia – Criteri di sicurezza) ed è stata successivamente revisionata dal Gruppo di Lavoro UNI “Vetro Piano” nel 2002, nel 2007, nel 2014, nel 2015 e più recentemente nel 2021.

La UNI 7697:2021 guida alla scelta della tipologia di vetrazione più idonea da adottare nelle varie applicazioni in funzione dei potenziali rischi conseguenti alla rottura delle lastre, a seguito di possibili azioni e/o sollecitazioni agenti sulle vetrazioni che risulta ragionevole tenere in considerazione. Questa norma illustra lo stato dell’arte in Italia in materia di sicurezza nelle applicazioni vetrarie per tutte le applicazioni.

La norma UNI 7697 si applica ai vetri per edilizia e destinati a qualsiasi impiego non coperto da norme specifiche pertinenti. Per gli impieghi già regolamentati da norme specifiche la norma riporta esclusivamente il riferimento da applicare.

Per i vetri curvi la norma è applicabile solo per la scelta della tipologia di materiale; per la classificazione prestazionale dei vetri curvi si applica solo nel caso in cui per questa tipologia vetraria sia stato definito un metodo di prova.

Entrando nello specifico delle modifiche e novità introdotte dalla versione 2021 della norma rispetto alla precedente versione del 2015, esse sono riassumibili in:

Nuova definizione di “vetrina”, ossia una vetrata con superfici maggiori o uguali ai 6 m2, posta al pian terreno.
Modifica alla definizione di “vetrata inclinata”, avente l’angolo di montaggio rispetto alla verticale maggiore di ± 15° e minore o uguale a ± 85° (e non più ± 30° com’era previsto dalla versione 2015).
È stato tramutato in obbligo, mentre nella versione 2015 era presentato come “consiglio”, l’impiego di vetri temprati termicamente con trattamento Heat Soak Test (HST), se la rottura del vetro temprato possa proiettare all’esterno frammenti che possano generare pericolo per la loro massa, altezza di caduta (> 4 metri) o localizzazione.

NOTA: Questa prescrizione era già stata formulata come obbligo nella versione 7697:2014, poi modificata in “consiglio” con la revisione del 2015.

Nei prospetti n.1 e n. 2 (riferiti alle prestazioni minime dei vetri in funzione delle applicazioni) è stato esplicitato il significato delle celle vuote della tabella che erano presenti nella versione 2015 della norma – spesso oggetto di confusione interpretativa – che ad oggi presentano invece un’apposita nota chiarificatrice: per tali tipologie di vetro non è prevista alcuna prestazione.
Aggiornamento delle prestazioni minime richieste per vetri:
impiegati nei vani corsa di ascensori;
in pareti e coperture di verande o assimilabili.
Nuove prestazioni minime (assenti nella versione 2015), inerenti a:
pinne architettoniche verticali ed orizzontali in vetro per esterni e traversi;
elementi in vetro per campi da gioco (es. Padel, Squash, ecc.);
università e istituti di grado equivalente e relative pertinenze: sono state definite specifiche prestazioni sia per serramenti interni ed esterni, sia per le pareti divisorie e vetri per interni;

E’ importante sottolineare che, in generale, la natura delle norme UNI è volontaria, trattasi cioè di raccomandazioni; tuttavia in caso di contenzioso vengono prese come riferimento ed è inoltre obbligatorio rispettarle quando si trovano citate – anche indirettamente – nella normativa nazionale vigente, nei capitolati di progetto, nelle richieste di fornitura, nei contratti o in qualsiasi altro documento accettato dalle parti.

La norma UNI 7697, seppur nata in ambito volontario, è resa cogente dal Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 “Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229” che la cita indirettamente. Tale decreto stabilisce che, in assenza di specifiche disposizioni comunitarie o di specifiche regolamentazioni nazionali cogenti e del recepimento nazionale di specifiche norme europee non cogenti, “la sicurezza del prodotto e’ valutata in base alle norme nazionali non cogenti che recepiscono norme europee, alle norme in vigore nello Stato membro in cui il prodotto e’ commercializzato, alle raccomandazioni della Commissione europea relative ad orientamenti sulla valutazione della sicurezza dei prodotti, ai codici di buona condotta in materia di sicurezza vigenti nel settore interessato, agli ultimi ritrovati della tecnica, al livello di sicurezza che i consumatori possono ragionevolmente attendersi.”.

Inoltre, è indirettamente citata anche dal D.Lgs. 81/2008 che, nell’Allegato IV comma 1.3.6, stabilisce che “Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate, nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza fino all’altezza di 1 metro dal pavimento, ovvero essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione succitati in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le pareti, nè rimanere feriti qualora esse vadano in frantumi. Nel caso in cui vengano utilizzati materiali di sicurezza fino all’altezza di 1 metro dal pavimento, tale altezza è elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangano feriti qualora esse vadano in frantumi.”

A tal riguardo, la UNI 7697 è l’unico “mezzo di prova” che attesti la conformità al D.Lgs. 81/2008, in quanto non sussistono altre norme cogenti o volontarie che possano attestare che un vetro possa ritenersi “sicuro” per il suo uso previsto.

Nonostante il carattere vincolante della norma UNI 7697, è tuttavia possibile adottare nella progettazione criteri diversi da quelli indicati dalla norma medesima, purché non conducano a condizioni di sicurezza meno favorevoli. Il carattere di vincolo della norma può quindi venire meno purché il rischio di danno connesso a quelle particolari applicazioni sia stato eliminato adeguatamente.

UNICMI procederà con l’aggiornamento del documento tecnico UX 50 “La sicurezza nelle vetrazioni. Criteri di scelta per serramenti e facciate continue” in accordo all’ultima versione della UNI 7697:2021. Una volta conclusa la revisione del documento, sarà pubblicato nel sito UNICMI con apposita news.