COMUNICATO STAMPA FINCO: ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA CASE GREEN

Roma 26 maggio 2026 – Siamo ormai prossimi alla  scadenza per il recepimento della Direttiva EPBD IV (cosiddetta “Case Green”), un cruciale  passaggio  per il futuro del patrimonio edilizio nazionale e dell’intera filiera dell’efficienza energetica.

Come si ricorderà, la norma comunitaria è entrata in vigore il 28 maggio 2024 ed i singoli Stati membri hanno (avrebbero…) 48 mesi per applicarla a livello nazionale.

Essa prevede, tra l’altro, che gli edifici di nuova costruzione siano ad emissione zero entro il 2028, se pubblici, ed entro il 2030 se privati.

Prevede altresì scadenze con decrementi progressivi delle emissioni fino al 2050 per il patrimonio già in essere ed introduce il cosiddetto GWP (Potenziale di Riscaldamento Globale), da riportare nell’APE, che dal 1° gennaio 2030 riguarderà tutti gli edifici di nuova costruzione.


“La Direttiva costituisce senz’altro un’ occasione onde modernizzare sia il patrimonio edilizio sia il comparto delle costruzioni nel nostro Paese e per supportare la produzione nazionale, oltre che per raggiungere gli obiettivi di transizione energetica. 

In questo senso fondamentale dovrà essere la “testimonianza” del pubblico che dovrà continuare ed implementare con ogni compatibile urgenza l’opera di riqualificazione energetica del proprio patrimonio, ingente e prontamente disponibile all’intervento –  incluso quello di proprietà delle Amministrazioni Locali . 

Sarebbe anche altamente opportuno che il Decisore interloquisse con i  principali Stakerholders, ivi incluse le imprese specialistiche e superspecialistiche, che hanno una fondamentale rilevanza in tale congiuntura – esordisceDaniela Dal Col, Presidente Finco“.

Per la Federazione FINCO – che rappresenta 40 Associazioni per 14 mila Aziende associate ed un volume di affari di circa 37 miliardi di euro – occorre adottare un approccio pragmatico nel recepimento della suddetta Direttiva.  “Che tenga, tra l’altro,  conto – sottolinea Fabio Gasparini, Presidente Assites – delle  caratteristiche del parco immobiliare italiano e delle specificità climatiche del Paese che necessita di raffrescamento tanto quanto di contenimento della bolletta del riscaldamento invernale”.

“Un quadro normativo di riferimento chiaro, agevole sotto il profilo degli oneri burocratici nonchè duraturo nel tempo, è decisivo in particolare per i Condominii, che rappresentano grande parte dei destinatari delle misure  – continua Francesco Burrelli, Presidente Anacie Vice Presidente Finco – che attira l’attenzione anche sull’importanza dell’autoconsumo ed in prospettiva delle Comunita’ Energetiche Rinnovabili in relazione ai consumi condominiali, come recentemente prospettato al MASE”.

“Basilare è un approccio basato sulla neutralità tecnologica senza forzature normative che possano causare distorsioni sul mercato ed avendo in massima considerazione la tematica della qualità della posa in opera dei componenti di efficienza energetica, in particolare i serramenti- afferma Mauro Durazzi, Presidente Unicmi”

“Se – puntualizza Marco Rossi, Presidente Anfitsi vogliono realmente raggiungere risultati significativi, sarà da riconsiderare un sostegno economico agli interventi di riqualificazione energetica, reintroducendo strumenti efficaci come la cessione del credito e lo sconto in fattura, accompagnati da sistemi rigorosi di controllo preventivo, tracciabilità e verifica tecnica degli interventi stessi.”

E naturalmente espungendo premialità, come il 110%, non sostenibili, ma prevedendonedi congrue rispetto agli obiettivi da raggiungere.


Il sostegno e la possibilità di recuperare rapidamente parte dei costi da parte dei consumatori sono, infatti, decisivi per consentire il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi legati alla transizione energetica, sottolinea Laura Michelini, Presidente Caseitaly.

Infine, sotto il profilo della produzione, Agostino Re Rebaudengo  – Vice Presidente Finco e Presidente Asja Energy: ribadisco la necessità e l’urgenza di favorire l’installazione degli impianti rinnovabili, che purtroppo, in alcune “declinazioni” regionali, risulta, sotto diversi profili,  ancora più restrittiva dell’attuale  quadro normativo nazionale, definito peraltro prima dell’attuale forte crisi energetica”.

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