UNICMI pubblica UX223, il testo unico compilativo sulla normativa dei dispositivi di sicurezza stradale
UNICMI: Presentazione aggiornamento rapporto 2026 sul mercato italiano dell’involucro edilizio – (14 luglio ore 12.00)
AISI: IL RUOLO DELLE PMI NEL BNUOVO POLO NAZIONALE DELL’UNDERWATER finco News Associate 13 Luglio 2026
Paestum – 29 ottobre 2015, ore 15.00 “Verso una rappresentanza unitaria degli archeologi italiani” A cura del Coordinamento degli archeologi italiani
Relazione per Finco: Efficienza Energetica nei Beni Culturali finco Filiera Beni culturali e Conservazione 21 Novembre 2016
AISI: IL RUOLO DELLE PMI NEL BNUOVO POLO NAZIONALE DELL’UNDERWATER News Associate La costituzione, attorno a Fincantieri, del più ampio sistema industriale italiano dedicato al dominio subacqueo rappresenta un passaggio di grande rilevanza per l’intero comparto nazionale. L’integrazione di aziende specializzate nella robotica, nei veicoli autonomi, nella sensoristica, nelle comunicazioni acustiche, nei sistemi di comando e controllo, nelle indagini marine e nei servizi offshore pone le basi per la nascita di una capacità industriale in grado di operare nei settori civile, militare e dual use. Questa evoluzione non può tuttavia prescindere dal coinvolgimento delle piccole e medie imprese italiane dei servizi subacquei professionali. Le tecnologie, le piattaforme, i droni e i sistemi di monitoraggio costituiscono componenti essenziali del nuovo ecosistema underwater, ma la loro applicazione concreta richiede competenze operative maturate direttamente sul campo. Richiede la conoscenza dei fondali, delle infrastrutture, delle condizioni meteomarine, delle procedure portuali, delle attività offshore, delle modalità di intervento in emergenza e delle complesse interazioni tra uomini, mezzi navali, operatori subacquei e sistemi robotici. È precisamente in questo ambito che le imprese associate ad AISI possono e devono svolgere un ruolo determinante. Le nostre aziende hanno accumulato, nel corso di decenni, un patrimonio di esperienze maturate nei porti, nei cantieri marittimi, sulle piattaforme offshore, negli impianti industriali, nella posa e nella manutenzione di cavi e condotte, nelle ispezioni, nei controlli non distruttivi, nei recuperi, nelle demolizioni e nelle attività di costruzione e manutenzione delle opere sommerse. Molte di esse hanno operato anche nei principali teatri internazionali, acquisendo capacità tecniche, organizzative e logistiche che non possono essere sostituite dalla sola disponibilità di nuove tecnologie. Il nuovo polo dell’underwater potrà quindi raggiungere pienamente i propri obiettivi soltanto se saprà integrare il patrimonio operativo delle PMI del settore all’interno di una filiera nazionale strutturata. Le imprese subacquee non dovranno essere considerate semplicemente come esecutrici occasionali o subappaltatrici delle attività più complesse e rischiose. Dovranno essere coinvolte nella progettazione delle missioni, nella valutazione della fattibilità operativa, nella sperimentazione dei nuovi sistemi, nella definizione delle procedure, nella qualificazione delle attrezzature, nella pianificazione delle emergenze e nell’esecuzione delle attività sul campo. La collaborazione tra grandi gruppi industriali e PMI dovrà essere costruita sulla complementarità delle competenze. Da una parte vi sono la capacità finanziaria, la ricerca, la progettazione, la produzione di piattaforme e l’integrazione tecnologica. Dall’altra vi sono la conoscenza operativa, la presenza territoriale, la rapidità di mobilitazione, la disponibilità di personale qualificato, la gestione delle squadre e l’esperienza accumulata nelle condizioni reali di lavoro. Senza questa integrazione, il rischio è quello di costruire un sistema tecnologicamente avanzato, ma non pienamente capace di rispondere alla varietà e alla complessità delle operazioni subacquee professionali. AISI è chiamata a svolgere una funzione di raccordo tra le imprese associate, Fincantieri, le altre aziende coinvolte nel nuovo sistema industriale, le istituzioni, gli organismi tecnici e il mondo della formazione. A tale scopo riteniamo necessario avviare una ricognizione delle capacità disponibili all’interno dell’Associazione, con particolare riferimento a: – ambiti operativi e specializzazioni delle imprese; – mezzi navali, impianti, attrezzature e sistemi subacquei disponibili; – capacità di intervento in ambito portuale, costiero, offshore e di alto fondale; – competenze nella robotica, nei sistemi ROV e nelle attività integrate uomo-macchina; – esperienze maturate nella posa, ispezione e manutenzione di cavi, condotte e infrastrutture critiche; – certificazioni, qualificazioni professionali e sistemi di gestione della sicurezza; – disponibilità a partecipare a programmi di ricerca, sperimentazione e sviluppo tecnologico; – esperienze e capacità di mobilitazione nei mercati internazionali. I dati raccolti potranno costituire la base per predisporre un documento unitario sulle competenze delle imprese AISI e per avviare un confronto istituzionale con Fincantieri e con gli altri soggetti del nascente ecosistema underwater. L’obiettivo dovrà essere quello di proporre un modello di filiera aperto, nel quale le PMI siano riconosciute come partner industriali e operativi, e non come semplici fornitori subordinati. Dovranno inoltre essere promossi accordi quadro, programmi congiunti di qualificazione, procedure interoperabili, attività di formazione e sperimentazione, nonché criteri trasparenti per l’accesso delle imprese alle opportunità industriali generate dal nuovo polo. La nascita di un campione nazionale dell’underwater rappresenta un’opportunità importante per il Paese e per il nostro settore. Questa opportunità, tuttavia, dovrà tradursi anche in crescita, occupazione, innovazione e accesso ai mercati per le imprese che hanno costruito nel tempo la capacità operativa italiana nel lavoro subacqueo professionale. AISI intende sostenere questo processo, tutelando e valorizzando le competenze dei propri associati e promuovendo una presenza attiva delle PMI nella nuova strategia nazionale del deep sea e dell’underwater. Invitiamo pertanto tutti i Soci a trasmettere alla Segreteria AISI una sintetica presentazione delle proprie capacità operative, delle specializzazioni, delle principali esperienze e delle disponibilità a partecipare alle future iniziative dell’Associazione su questo tema. Il nuovo sistema underwater italiano avrà bisogno delle tecnologie dei grandi gruppi, ma anche dell’esperienza, della professionalità e della capacità di intervento delle nostre imprese. È su questa integrazione che dovrà essere costruita una filiera nazionale realmente completa, competitiva e autorevole. In allegato in PDF (editabile) una scheda standard per raccogliere mezzi, specializzazioni, referenze e capacità operative di ciascuna impresa associata. https://www.linkedin.com/posts/giovanni-esentato-73483674_activity-7481660190312984576-kSDg?utm_source=share&utm_medium=member_desktop&rcm=ACoAAA_I_5gBFZ-HMJsBa3n516VapZp-fiKVpJM